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	<title>Rossano Nicoletto - The Official Web Site</title>
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		<title>Previsioni economiche 2012 &#8211; 2013</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 13:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ross</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l’introduzione di un &#8220;haircut&#8221; (in finanza, un haircut è la percentuale sottratta al valore di mercato di un asset usato come collaterale, ndt) del 50% sul debito pubblico greco, la crisi sistemica globale è entrata in una nuova fase: quella del taglio generalizzato del debito pubblico occidentale e del suo corollario, la frammentazione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossanonicoletto.it/wp-content/uploads/2011/11/economy.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-188" title="economy" src="http://www.rossanonicoletto.it/wp-content/uploads/2011/11/economy-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Con l’introduzione di un &#8220;haircut&#8221; (in finanza, un haircut è la percentuale sottratta al valore di mercato di un asset usato<br />
come collaterale, ndt) del 50% sul debito pubblico greco, la crisi sistemica globale è entrata in una nuova fase: quella del taglio generalizzato del debito pubblico occidentale e del suo corollario, la frammentazione dei mercati finanziari globali.</p>
<p>Il 2012 porterà un haircut medio del 30% sul totale del debito pubblico dei paesi occidentali, più un ammontare equivalente di perdite, in termini di assets, dai bilanci delle Istituzioni Finanziarie di tutto il mondo, mentre si prevede la perdita di 30.000 miliardi di assets fantasma per l’inizio del 2013, con un’accelerazione nel 2012 del processo di compartimentazione del mercato finanziario globale in tre aree valutarie sempre più scollegate fra loro: quella del Dollaro, dell’Euro e dello Yuan. Questi due fenomeni si alimenteranno l’uno dell’altro.</p>
<p>Essi potranno anche essere la causa di un forte calo, pensiamo il 30%, della valutazione del dollaro USA nel 2012, calo che potrebbe verificarsi nel bel mezzo sia di una forte riduzione della domanda di dollari USA, sia dell’aggravarsi della crisi del Debito Federale degli Stati Uniti.<br />
La fine del 2011 vedrà quindi la crisi del debito pubblico europeo fungere da detonatore per la “bomba” degli Stati Uniti. Per approfondire il rapporto GEAB n.59, <a href="http://www.stampalibera.com/?p=35263">clicca qui</a>)</p>
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		<title>Lettera aperta del Pres. ACSI Veneto &#8211; Rossano Nicoletto</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 12:42:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ross</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Egregi signori, Mi rivolgo a tutti coloro che in questi giorni si sono sentiti in dovere di intervenire in merito alla questione riguardante il circolo ACSI Factory e a quanto accaduto la sera del 21 ottobre scorso. Sono sinceramente dispiaciuto del fraintendimento venuto a verificarsi, evidentemente frutto di un colossale malinteso, dovuto essenzialmente al fatto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Egregi signori,</p>
<p>Mi rivolgo a tutti coloro che in questi giorni si sono sentiti in dovere di intervenire in merito alla questione riguardante il circolo ACSI Factory e a quanto accaduto la sera del 21 ottobre scorso.</p>
<p><span id="more-179"></span></p>
<p>Sono sinceramente dispiaciuto del fraintendimento venuto a verificarsi, evidentemente frutto di un colossale malinteso, dovuto essenzialmente al fatto che le dichiarazioni pubblicate non riportano integralmente il mio pensiero o addirittura ne stravolgono completamente il senso.</p>
<p>Purtroppo nessun quotidiano ci ha concesso lo spazio sufficiente per una replica che faccia comprendere in maniera esauriente le nostre ragioni in merito. Ritengo dunque che, per replicare in maniera esaustiva alle accuse di razzismo, sia necessario utilizzare canali meno istituzionali, chiarendo in maniera definitiva la situazione.</p>
<p>Innanzitutto tengo a precisare per l’ennesima volta alcuni importanti punti che riguardo l’Associazione affiliata, l’ACSI e il nostro operato nel tessuto sociale veneto.</p>
<ol type="1">
<li>Il Comitato ACSI Padova e il Comitato ACSI Veneto, tacciati a più riprese di razzismo, annoverano tra i propri collaboratori diversi membri di provenienza straniera e hanno organizzato e partecipato in diverse occasioni a manifestazioni per favorire l’integrazione.</li>
<li>ACSI ha diversi circoli affiliati con direttivi e soci composti integralmente, o quasi, da cittadini stranieri, comunitari ed extracomunitari: senegalesi, nigeriani, camerunesi, albanesi, moldavi, cinesi, argentini. Ogniqualvolta veniamo contattati da Associazioni costituite da persone di cittadinanza straniera noi viviamo tale situazione come una nuova opportunità  di conoscere e farci conoscere; di creare e concepire nuove possibilità.</li>
<li>L’attività che svolgiamo è prevalentemente sportiva ed è importante ribadire come la squadra di calcio a 8, nata dalla collaborazione tra Factory e ACSI Padova, di cui io, alcuni soci del Factory stesso e il presidente provinciale ACSI Cristini facciamo parte, sia composta per buona parte di cittadini albanesi e marocchini, soci essi stessi del Factory.</li>
<li>Chi vuole accedere ad un circolo privato, deve preventivamente compilare una domanda di ammissione a socio e attendere la ratifica da parte del direttivo dell’associazione. Mi risulta che il Factory sia un circolo che applichi la norma correttamente. Se ciò non è avvenuto e per questo motivo quel gruppo di persone, tra cui la sig.ra Gjeta, avrebbe voluto accedervi direttamente, mi riservo di accertarlo attraverso la verifica in un confronto diretto.</li>
<li>Il Factory non ha alcuna norma interna che preveda l’esclusione di “aspiranti soci” in base alla propria nazionalità, tanto è vero che esiste un accordo in essere con l’associazione Erasmus ed è normalmente frequentato da cittadini di tutte le nazionalità, albanesi compresi naturalmente. Voglio ribadire inoltre che uno dei componenti il Consiglio Direttivo è di nazionalità albanese e credo di poter dire che, se la situazione fosse quella grottesca descritta dai media, tale presenza sarebbe quantomeno contraddittoria. L&#8217;accusa di razzismo sarebbe stata fondata solo nel caso in cui il Factory non avesse MAI fatto entrare cittadini stranieri.</li>
<li>Nessuno si è mai sognato di accusare la sig.ra Gjeta di protagonismo, ma ero certo, e sono stato facile profeta, che l’episodio sarebbe stato strumentalizzato e amplificato dai media senza che alcuni di essi dessero nemmeno lo spazio necessario alle controparti; senza quel contraddittorio che è, tra l&#8217;altro, dovuto per legge. Quello che è avvenuto a livello mediatico è sotto gli occhi di tutti, non sta a me trarre conclusioni affrettate o, peggio, emettere sentenze come invece pare abbiano fatto in molti.</li>
<li>Nessuno, infine, ha mai affermato che l’episodio riferito sia futile, ma permettetemi di dire una cosa, nella “classifica” delle priorità di noi cittadini qualunque vi sono certamente moltissime altre cose più importanti per cui mi INDIGNO. Ne cito una per tutte, che stride con le difficoltà in cui si trovano migliaia di famiglie italiane: i privilegi e gli sprechi di miliardi di euro della politica che possono condurre a situazioni in cui si rincorrono i bollettini che riportano i numeri delle vittime della devastazione del territorio e della speculazione edilizia, opera dei soliti poteri forti. Ecco le cose per cui si dovrebbero mobilitare i media, che avrebbero avuto un ruolo determinante anche a Genova se, invece di trasmettere boiate, avessero avvertito la popolazione di ciò che stava accadendo (se opportunamente e tempestivamente avvisati dalle autorità).</li>
</ol>
<p>Ciò premesso ritengo di poter affermare senza timore di essere smentito che condannare un ente di specchiata moralità come l’ACSI o i componenti il direttivo del Factory, per un eventuale comportamento “stonato” di un singolo o, ancora peggio, per un deprecabile malinteso, sia non solo inopportuno, ma ingiusto e controproducente. Il Factory, in collaborazione con ACSI, sta facendo rivivere una zona delicatissima di Padova che, in caso di chiusura del club, potrebbe cadere in mano a frequentazioni poco raccomandabili, creando un’altra zona di forte degrado a ridosso della stazione ferroviaria. Padova non ne ha certo bisogno.</p>
<p>Purtroppo, il caso e il caos creatosi attorno a tale situazione mi fa temere che qualcuno spinga, per motivi a me sconosciuti, affinché il direttivo sia messo alle strette e rinunci alla propria sede, faticosamente rimessa in sesto con grossi sacrifici personali e finanziari, che pare siano premiati dal successo che sta ottenendo. I molti controlli fin qui effettuati, che dimostrano un interesse che esula dalla normale routine, sottintendono che le autorità hanno sottovalutato ciò che accadrebbe nel caso l’assemblea dei soci decidesse di sciogliere l’associazione e lasciasse l’edificio in balia di gente senza scrupoli che ne farebbe, con tutta probabilità, un nuovo bazar della droga. Vogliamo difendere questa realtà e il suo diritto ad esistere e a svolgere la propria attività, anche per questo motivo le nostre risposte sono potuto sembrare eccessive e mi scuso con la signora Gjeta se l’ho accusata di presunto protagonismo. Non era e non è mia intenzione mancarle di rispetto, ma al contempo mi sono sentito in dovere di difendere il Factory e le persone che collaborano con esso, avendo con molte di esse un rapporto umano fondato sul rispetto reciproco e, ci mancherebbe fosse diversamente, degli altri. Faremo tutto quanto è nelle nostre facoltà per difendere i diritti dei soci ACSI e del Factory, di qualsiasi nazionalità essi siano.</p>
<p>Sottolineo inoltre che il Factory è l&#8217;unico punto d&#8217;incontro in città che viene utilizzato da tutte le associazioni affiliate all&#8217;ACSI prive di una sede sociale. Questa campagna denigratoria fondata su di un episodio, deprecabile finchè si vuole, ma non certo così grave da vedersi affibbiare la patente di “RAZZISTI”, anche e soprattutto da moltissime persone che non sono state testimoni diretti dei fatti e nemmeno ci conoscono personalmente. In questo modo viene danneggiato tutto il movimento ACSI, non solo una singola associazione. Questo mi dispiace non lo accetto e farò tutto quanto è nelle mie facoltà affinchè non accada.</p>
<p>Chiudo rinnovando l’invito alla sig.ra Gjeta, e a quanti vorranno esser presenti, a fissare un incontro conciliatore per derimere la questione, stigmatizzare gli eventuali comportamenti non corretti di alcuni, e riportare l’episodio nei giusti termini, nella speranza che ciò possa avvenire a breve.</p>
<p>Rossano Nicoletto &#8211; Presidente Regionale ACSI Veneto</p>
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		<title>Vai in vacanza? Che fortunato&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 14:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ross</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Si, sei davvero fortunato, perchè fai parte del 20% di persone che in Italia, quest&#8217;anno, si può permettere di andare in vacanza (clicca qui). Ma, tieni presente che i &#8220;fortunati&#8221; di quest&#8217;anno potrebbero sognarsi le vacanze dell&#8217;anno prossimo, dato che il 62% di loro può permettersi solo una settimana e magari a credito, così l&#8217;anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossanonicoletto.it/wp-content/uploads/2011/07/holiday_h.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-172" title="holiday_h" src="http://www.rossanonicoletto.it/wp-content/uploads/2011/07/holiday_h-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>Si, sei davvero fortunato, perchè fai parte del 20% di persone che in Italia, quest&#8217;anno, si può permettere di andare in vacanza (clicca qui).</p>
<p>Ma, tieni presente che i &#8220;fortunati&#8221; di quest&#8217;anno potrebbero sognarsi le vacanze dell&#8217;anno prossimo, dato che il 62% di loro può permettersi solo una settimana e magari a credito, così l&#8217;anno prossimo, quando avranno finito di pagare le vacanze di quest&#8217;anno, scopriranno che i soldi per andare in vacanza nel 2012 non ci sono proprio&#8230;.</p>
<p>Se le cose continuano così l&#8217;anno prossimo solo il 10% degli italiani si potrà permettere una vacanza degna di questo nome, gli altri, si accontenteranno di &#8220;raccontare&#8221; di essere andati in vacanza, per non fare brutta figura con gli amici&#8230;.</p>
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		<title>Ce lo dissero chiaramente 35 anni fa..ma sembriamo averlo dimenticato</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 14:54:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché io dico poveri noi? Perché voi, ascoltate me in quest’istante alla televisione. Perché meno del 3% di voialtri legge libri, capito?Perché meno del 3% di voialtri legge libri, capito? Perché meno del 15% di voi legge giornali o riviste. Perché l’unica verità che conoscete è quella che ricevete alla tv. Attualmente, c’è da noi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossanonicoletto.it/wp-content/uploads/2011/07/la-televisione.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-164 alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="la-televisione" src="http://www.rossanonicoletto.it/wp-content/uploads/2011/07/la-televisione-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Perché io dico poveri noi? Perché voi, ascoltate me in quest’istante alla televisione. Perché meno del 3% di voialtri legge libri, capito?Perché meno del 3% di voialtri legge libri, capito? Perché meno del 15% di voi legge giornali o riviste. Perché l’unica verità che conoscete è quella che ricevete alla tv. Attualmente, c’è da noi un’intera generazione che non ha mai saputo niente che non fosse trasmesso alla tv. La tv è la loro Bibbia, la suprema rivelazione! La tv può creare o distruggere presidenti, papi, primi ministri. La tv è la più spaventosa, maledettissima forza di questo mondo senza Dio. E poveri noi se cadesse nelle mani degli uomini sbagliati. [esattamente ciò che è accaduto NDR…] E quando una tra le più grandi corporazioni del mondo controlla la più efficiente macchina per una propaganda fasulla e vuota, in questo mondo senza Dio, io non so quali altre cazzate verranno spacciate per verità, qui!</p>
<p>Quindi ascoltatemi. Ascoltatemi! La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni, giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere. Quindi, se volete la verità andate da Dio, andate dal vostro guru. Andate dentro voi stessi, amici, perché quello è l’unico posto dove troverete mai la verità vera! Sapete, da noi non potrete mai ottenere la verità. Vi diremo tutto quello che volete sentire mentendo senza vergogna: noi vi diremo che… che Nero Wolfe trova sempre l’assassino e che nessuno muore di cancro in casa del dottor Kildare! E per quanto si trovi nei guai il nostro eroe, non temete: guardate l’orologio, alla fine dell’ora l’eroe vince. Vi diremo qualsiasi cazzata vogliate sentire! Noi commerciamo illusioni, niente di tutto questo è vero! Ma voi tutti ve ne state seduti là, giorno dopo giorno, notte dopo notte, di ogni età, razza, fede. Conoscete soltanto noi. Già cominciate a credere alle illusioni che fabbrichiamo qui. Cominciate a credere che la tv è la realtà, e che le vostre vite sono irreali. Voi fate tutto quello che la tv vi dice: vi vestite come in tv, mangiate come in tv, tirate su bambini come in tv, persino pensate come in tv! Questa è pazzia di massa! Siete tutti matti! In nome di Dio, siete voialtri la realtà. Noi, siamo le illusioni. Quindi spegnete i vostri televisori, spegneteli ora. Spegneteli immediatamente! Spegneteli e lasciateli spenti! Spegnete i televisori proprio a metà della frase che sto dicendo adesso, spegneteli subito!”.</p>
<p>“Questa non è più una nazione di individui indipendenti, oramai. È una nazione composta da duecento e oltre milioni di esseri transistorizzati, deodorizzati, più bianchi del bianco, tutti profumati al limone: del tutto inutili come esseri umani, e rimpiazzabili come pezzi di un’auto</p>
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		<title>Dedicato a Giulio Dubbini</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 15:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ross</dc:creator>
				<category><![CDATA[Auto & Moto Storiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo uno speciale dedicato a Giulio Dubbini, grande appassionato di corse automobilistiche e grande padovano. Clicca sulla foto per scaricare l&#8217;articolo su gentile concessione di Epocauto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.entinoprofit.org/files/file/Dubbini_Epocauto.pdf"><img class="alignleft size-full wp-image-155" title="dubbini" src="http://www.rossanonicoletto.it/wp-content/uploads/2011/07/dubbini.jpg" alt="" width="150" height="230" /></a>Pubblichiamo uno speciale dedicato a Giulio Dubbini, grande appassionato di corse automobilistiche e grande padovano.</p>
<p>Clicca sulla foto per scaricare l&#8217;articolo su gentile concessione di Epocauto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Firmiamo la petizione su Avaaz per salvare l&#8217;Amazzonia!</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 14:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ross</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>

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		<description><![CDATA[La foresta amazzonica è a rischio. Il Congresso brasiliano ha seriamente indebolito le leggi che proteggono le foreste e i coraggiosi attivisti brasiliani sono stati ammazzati per essersi opposti al progetto. E&#8217; arrivato il momento per noi d&#8217;intervenire e di fare di questa una battaglia globale: se tutti noi chiederemo alla Presidente Dilma di mettere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossanonicoletto.it/wp-content/uploads/2011/06/amazzonia.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-140" title="amazzonia" src="http://www.rossanonicoletto.it/wp-content/uploads/2011/06/amazzonia-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>La foresta amazzonica è a rischio. Il Congresso brasiliano ha seriamente indebolito le leggi che proteggono le foreste e i coraggiosi attivisti brasiliani sono stati ammazzati per essersi opposti al progetto. E&#8217; arrivato il momento per noi d&#8217;intervenire e di fare di questa una battaglia globale: se tutti noi chiederemo alla Presidente Dilma di mettere il suo veto alla legge, potremmo salvare l&#8217;Amazzonia!</p>
<p><strong>L&#8217;Amazzonia è in serio pericolo</strong>: una delle due camere del Congresso del Brasile ha <strong>deciso di cestinare le leggi che oggi proteggono la foresta</strong>. Se non agiremo immediatamente la gran parte del polmone verde del nostro pianeta potrebbe essere distrutta.</p>
<p>La decisione ha scatenato un&#8217; <strong>indignazione diffusa e manifestazioni</strong> in tutto il paese. E la tensione sta crescendo: nelle ultime settimane <strong>molti ambientalisti sono stati uccisi</strong>, probabilmente da criminali commissionati dai latifondisti che disboscano illegalmente le foreste. Il tempo stringe, e ora stanno cercando di <strong>mettere a tacere ogni opposizione</strong> proprio mentre la legge è in discussione al Senato. <strong>Ma la Presidente Dilma può mettere il proprio veto</strong>, se solo riusciremo a convincerla che deve respingere le pressioni politiche nel paese e mostrarsi invece una leader a livello mondiale.</p>
<p><strong>Il 79% dei brasiliani è in favore del veto di Dilma</strong> contro la modifica delle leggi che proteggono le foreste, ma <strong>le loro voci si scontrano con quelle della lobby dei latifondisti</strong>. Ora sta a noi <strong>alzare la posta e fare della protezione dell&#8217;Amazzonia una battaglia globale</strong>. Uniamoci in un appello enorme per fermare gli omicidi e la deforestazione illegale, e soprattutto per <strong>salvare l&#8217;Amazzonia. Firma la petizione a destra</strong> &#8211; sarà consegnata a Dilma non appena riceveremo 500.000 firme</p>
<p><a href="http://www.avaaz.org/it/save_the_amazon/?cl=1132782810&amp;v=9448" target="_blank">Clicca qui per Firmare la petizione: Il mondo a Dilma: salviamo l&#8217;Amazzonia</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>54ª Biennale Venezia Le5Venice</title>
		<link>http://www.rossanonicoletto.it/2011/06/07/54%c2%aa-biennale-venezia-le5venice/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 09:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ross</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il volto femminile del sublime. Ginostra da Venerdì 3 giugno 2011 a Domenica 2 ottobre 2011 Inaugurazione in presenza delle artiste: Venerdì 3 giugno dalle ore 18.00 “ISOLE” è un format modulare per l’arte e la natura, dove gli attori principali sono l’artista e un luogo sublime a confronto. Il luogo è per eccellenza “l’isola”, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossanonicoletto.it/wp-content/uploads/2011/06/Invito_Ginostra.pdf" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-97" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="phpThumb_generated_thumbnail" src="http://www.rossanonicoletto.it/wp-content/uploads/2011/06/phpThumb_generated_thumbnail-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il volto femminile del sublime. Ginostra da Venerdì 3 giugno 2011 a Domenica 2 ottobre 2011</p>
<p>Inaugurazione in presenza delle artiste: Venerdì 3 giugno dalle ore 18.00</p>
<p>“ISOLE” è un format modulare per l’arte e la natura, dove gli attori principali sono l’artista e un luogo sublime a confronto. Il luogo è per eccellenza “l’isola”, che richiede un viaggio e un avvicinamento, a cui segue una riflessione e un atto creativo, da cui scaturisce l’opera.<span id="more-96"></span></p>
<p>“ISOLE. Il volto femminile del Sublime”, con la progettazione e la direzione artistica della Galleria le5venice, è un progetto itinerante suddiviso in capitoli. Il primo “ISOLE” è dedicato a Ginostra e nasce con l’intento di promuovere giovani talenti femminili che si affiancano a nomi già noti dello scenario artistico contemporaneo, per rivelare luoghi inaccessibili e sublimi dove l’artista ritrovi se stessa nell’isolamento della creazione.</p>
<p>Tre le artiste coinvolte: una fotografa affermata, Melina Mulas, una giovane pittrice, Lisa Vanzetto, una videomaker emergente, Viola Serra. Tre atti creativi al femminile per Ginostra, “isola” nell’isola di Stromboli. Tre donne che trasformano le proprie esperienze soggettive in opere d’arte, riappropriandosi della realtà del luogo attraverso una scansione temporale ben precisa, composta da un primo sopralluogo, a cui segue un periodo di riflessione, per poi tornare sull’isola al fine di generare l’opera. Durante le residenze delle due giovani artiste, è cruciale però un’altra presenza femminile, quella della fotografa, che non solo documenta, ma assieme a loro crea un corpus organico e creativo che riflette lo spirito del progetto.</p>
<p>Lontane dagli happening e dalle performance, le artiste, attraverso le opere, si fanno portatrici del genius loci e dell’identità storico-sociale del posto, attraverso la propria interpretazione di ambienti incontaminati, dove si realizza un rapporto del tutto speciale e soggettivo fra individuo e natura.</p>
<p>“ISOLE. Il volto femminile del Sublime” vuole anche sensibilizzare e mettere in luce tematiche legate all’ecologia, alla sostenibilità e all’uso di nuove fonti di energia. Il progetto è iniziato con il primo sopralluogo della curatrice Tea Gualdo con Lisa Vanzetto nell’ottobre del 2008. Nel rispetto della peculiarità del luogo ha previsto che l’isola  rimanesse inaccessibile al grande pubblico.</p>
<p>Le opere troveranno la loro collocazione nello spazio espositivo di le5venice contemporary art gallery, suggestiva galleria veneziana che si affaccia sul Teatro La Fenice, dove dal 3 giugno, in occasione della 54esima Biennale di Venezia, saranno in mostra i lavori realizzati per Ginostra.</p>
<p>Ginostra è il primo dei 5 moduli su cui si sviluppa il progetto “ISOLE. Il volto femminile del Sublime”.</p>
<p>ARTISTE</p>
<p>Melina Mulas Vive e lavora a Milano. E&#8217; specializzata in ritratti, fotografia di interni, di teatro e di moda, collabora con diverse riviste e case editrici e tiene corsi di fotografia. Dal 1991 è in stretto contatto col governo tibetano in esilio in India per cui ha realizzato il libro &#8220;il terzo occhio&#8221;, dove sono raccolti i ritratti di molti dei principali Lama tibetani. Continua a documentare la ricostruzione della cultura tibetana in India e sta costituendo una collezione di fotografia italiana da conservare a Dharamsala. Dal 1985 cura con l&#8217;Archivio Ugo Mulas le principali esposizioni riguardanti l&#8217;opera del padre.</p>
<p>Lisa Vanzetto  giovanissima pittrice formatasi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, da anni ha individuato il suo tema nello studio del paesaggio, tramite “l’estrazione” dei colori e “l’astrazione” delle forme. Il colore è per Lisa una sensazione fisica, viscerale, la materia dalla quale scaturisce il gesto di guardare e configurare gli spazi e il ricordo dei luoghi. Collabora con David Tremlett ai suoi “Wall painting” in Venezia. Questa esperienza le permette di prendere confidenza con una tecnica che le è molto affine tanto da essere coinvolta nella realizzazione dell’opera “Magenta” realizzata da Herbert Hamak, sull’angolo esterno di Palazzo Fortuny a Venezia, per la mostra “In-finitum” curata dalla Vervoodt Foundation. Nel settembre 2009 realizza un opera muraria per il progetto Ginostra commissionato da le5venice contemporary art gallery. A dicembre 2010 partecipa alla mostra collettiva “pr3sent” con le serie “fortunali” e “tondi”. Nel 2011 realizza un “Wall painting” per un privato nell’isola di Pellestrina a Venezia.</p>
<p>Viola Serra Formatasi giovanissima all’Accademia di Brera di Milano, artista multimediale partita dall’esperienza fotografica che la porta ad esplorare con occhio “infantile” tutto ciò che la circonda. Le sue opere, miste al gioco, all’ingenuità e alla fantasia controllano perfettamente la profondità dello spazio fisico e mentale, portano al limite le strutture logiche del senso delle parole. Ma Viola non è solo una ragazza della via Pal, o un Gianburrasca, o un Peter Pan, è una girl di Mastricht, una bimba europea: gioca col computer, con le immagini di luce, con le possibilità dei programmi. Nei suoi giochi le sue bambole non sono di legno, ceramica, plastica, ma virtuali, impalpabili, non sono oggetti ma immagini immateriali. Per perfezionare le tecniche di progettazione e realizzazione video ho seguito nel 1999 il corso di C. Boltansky c/o l&#8217;Accademia di Beaux Artes a Parigi.</p>
<p>l e 5 v e n i c e c o n t e m p o r a r y  a r t  g a l  l e r  y</p>
<p>Campo  San Fantin, San Marco 1895/6<br />
30124  Venezia<br />
t. +39 041. 2435822<br />
info@le5venice.com<br />
www.le5venice.com<br />
Orari: tutti i giorni 10.30 a.m.-1.30 p.m<br />
3.00 p.m.-8.00 p.m. e su appuntamento</p>
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		<title>Hai mai pensato che una vincita potrebbe cambiarti la vita</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 13:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ross</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Lotto, Superenalotto, Gratta e Vinci, scommesse, slot-machine, poker online: dagli schermi dei computer alle tabaccherie: mai come oggi un`esuberante offerta di giochi d`azzardo ha invaso l`Italia. Ma quali sono le ricadute economiche e sociali di questa continua ricerca della fortuna? E qual è il ruolo dello Stato e della malavita in questo affare colossale? Con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossanonicoletto.it/wp-content/uploads/2011/03/giochid1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-120" title="giochid(1)" src="http://www.rossanonicoletto.it/wp-content/uploads/2011/03/giochid1-130x150.jpg" alt="" width="130" height="150" /></a>Lotto, Superenalotto, Gratta e Vinci, scommesse, slot-machine, poker online: dagli schermi dei computer alle tabaccherie: mai come oggi un`esuberante offerta di giochi d`azzardo ha invaso l`Italia. Ma quali sono le ricadute economiche e sociali di questa continua ricerca della fortuna? E qual è il ruolo dello Stato e della malavita in questo affare colossale? Con la giornalista Zavattiero e il dott. Guerreschi affrontiamo i comportamenti che portano al gioco compulsivo per trovare la risposta a una domanda che tutti, ma proprio tutti, dovremmo farci ogni giorno: siamo sicuri che grattare la striscia argentata di una lotteria sia un gesto innocuo? Fortuna e giochi d`azzardo senza censura.<span id="more-86"></span></p>
<p>Debutta in una nuova location ( hotel Belvedere) per accogliere le molte persone che seguono la manifestazione la stagione Incontri senza Censura 2011 , affrontando i lati oscuri di un cambiamento che molto spesso affidiamo alla fortuna: chi non ha mai sognato che quella magica combinazione di numeri che ostinatamente continuiamo a giocare ad ogni estrazione possa cambiare definitivamente la nostra vita?</p>
<p>E che quella piccola pellicola argentata possa nascondere finalmente un nostro desiderio: una casa nuova, una macchina o quanto al di fuori delle nostra possibilità? In realtà mai come oggi un`esuberante offerta di giochi d`azzardo ha invaso l`Italia. Ogni giorno si assiste ad un incremento esponenziale delle nuove offerte nel gioco, dalla tradizionale Lotteria al Lotto per poi passare ai più recenti: Superenalotto, Gratta e Vinci, scommesse, slot machine, Win for Life e poker online. Spesso il gioco se praticato indiscriminatamente e incessantemente può condurre a una vera e propria ossessione provocando una seria attitudine all`azzardo che sempre più spesso si radica fra i giovani e i soggetti socialmente deboli, conducendoli in casi estremi alla depressione e persino al suicidio. La testimonianze e casi reali dei G.A.P. ( Giocatori d`Azzardo Patologici) saranno portate a conoscenza del pubblico dal Dott. Cesare Guerreschi, Psicologo – Psicoterapeuta, tra i massimi esperti in Italia per problemi di alcol, farmaci e gioco d`azzardo.</p>
<p>Modera la serata Marco Bernardi, ideatori degli incontri culturali.</p>
<p>Ingresso Libero, consigliata la prenotazione gratuita dei posti a sedere.</p>
<p>Durante la presentazione del suo ultimo libro-inchiesta dal titolo “Lo Stato Bisca”, il primo libro in Italia che affronta questo tema molto discusso(edito da Ponte alle Grazie), la giornalista Carlotta Zavattiero si confronterà con il pubblico sia sulle ricadute economiche e sociali di questa continua ricerca della fortuna sia sul ruolo dello Stato nella gestione e nella incentivazione del “gioco d`azzardo legale”. “L`Italia è uno dei Paesi nei quali si gioca di più al mondo. Un`attitudine crescente incentivata da un`insistente pubblicità ( spesso con personaggi famosi e calciatori),che apre a sua volta scenari sociologici inquietanti con uno Stato biscazziere che spinge a comportamenti e abitudini che dovrebbero allarmare”. Inoltre in sala si porranno importanti interrogativi sull`infiltrazione della criminalità organizzata con il riciclaggio del denaro sporco e l`usura, collegati alla crescita senza freni del mercato dell`azzardo online. Questo serata di debutto vuole essere una guida all`autodifesa per un gioco consapevole e mettere l`attenzione ad un fenomeno che può rovinare la vita a migliaia di persone se non si conoscono le logiche e gli oscuri collegamenti.</p>
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		<title>Ora della Terra 2011: si spegnerà anche la Torre Eiffel e non solo&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 09:51:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ross</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 26 marzo. dalle 20.30 alle 21.30, torna l’Ora della Terra del WWF, la più grande mobilitazione per la lotta ai cambiamenti climatici mai organizzata. Per l’occasione si spegneranno simbolicamente le luci di monumenti, uffici, luoghi simbolo e abitazioni private in ogni angolo del pianeta.A pochi giorni dall’evento hanno già aderito centinaia di città in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossanonicoletto.it/wp-content/uploads/2011/03/Ora-della-Terra-2011.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-124" title="Ora-della-Terra-2011" src="http://www.rossanonicoletto.it/wp-content/uploads/2011/03/Ora-della-Terra-2011-133x150.jpg" alt="" width="133" height="150" /></a>Il 26 marzo. dalle 20.30 alle 21.30, torna l’Ora della Terra del WWF, la più grande mobilitazione per la lotta ai cambiamenti climatici mai organizzata. Per l’occasione si spegneranno simbolicamente le luci di monumenti, uffici, luoghi simbolo e abitazioni private in ogni angolo del pianeta.A pochi giorni dall’evento hanno già aderito centinaia di città in tutto il mondo. Si spegneranno monumenti simbolo come la Tour Eiffel, la Porta di Brandeburgo, il Cristo Redentore di Rio, il Castello di Edimburgo, la ruota panoramica di Londra (London Eye), il Ponte sul Bosforo, le avveniristiche Kuwait Towers, la più grande moschea degli Emirati Arabi, le Cascate Victoria e il grattacielo più alto di Pechino.<span id="more-70"></span> In Italia,  grazie anche a testimonial come il cantante Marco Megnoni,  Paola Maugeri,  Massimiliano Rosolino e il campione di “bike trial” Vittorio Brumotti hanno già aderito oltre cento grandi e piccoli comuni, dai capoluoghi principali fino a borghi e paesi lungo tutto lo stivale, che spegneranno le luci di monumenti, piazze, chiese, castelli, ponti, lungomare ma anche sedi istituzionali, negozi, uffici e abitazioni private.<a href="http://www.wwf.it/oradellaterra/index.aspx" target="_blank"><img src="http://www.entinoprofit.org/userfiles/Ora-della-Terra-2011-WWF.gif" border="0" alt="" hspace="5" vspace="5" width="200" height="167" align="right" /></a></p>
<p>Si spegneranno anche: la Torre di Pisa, le Torri degli Asinelli di Bologna, il “Pirellone” di Milano, Piazza Navona a Roma, il Duomo di Milano e Ponte Vecchio a Firenze. Quest’anno hanno aderito all’Ora per la Terra 2011 anche molte aziende sparse su territorio italiano: Electrolux, Epson, Epson Meteo, Sofidel, UniCredit, Terna, Costa Crociere, Dodo, Auchan (aderisce ad Earth Hour coinvolgendo tutti i 51 ipermercati sul territorio nazionale con iniziative di spegnimento simbolico e una grande campagna di sensibilizzazione sul risparmio energetico domestico, che prevede la realizzazione di una vera e propria settimana dedicata alla sostenibilità), Berendsohn Italiana, Coca-Cola HBC Italia, Sony Italia, Tetra Pak Italia, Peroni e Camomilla italia partecipano all’evento attraverso iniziative di spegnimento simbolico delle luci e attività di sensibilizzazione e attivazione dei propri dipendenti. Ma Earth Hour non si limita alla terra ferma: Costa Crociere partecipa con la propria flotta in navigazione per uno spegnimento itinerante attraverso i mari di tutto il mondo.</p>
<p>Tra le iniziative speciali, quella di IKEA a favore del corretto smaltimenti delle lampadine ad alta efficienza. IKEA aderisce all’evento con l’iniziativa “Bulb Box”, una speciale scatola promossa in collaborazione con WWF Italia e il consorzio Ecolight, per raccogliere le lampadine a basso consumo usate e procedere al loro corretto smaltimento e recupero. Tutti coloro che visiteranno i punti informativi di Earth Hour nelle città di Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Salerno, Rimini, Parma e Trieste avranno la possibilità di ritirare la Bulb Box, partecipando all’iniziativa IKEA-WWF. Le bulb box saranno disponibili anche in tutti i punti vendita ikea sul territorio nazionale. Appuntamento quindi per sabato 26 marzo alle 20.30, quando ognuno di noi potrà contribuire con un piccolo gesto..</p>
<p>Fonte: <a onclick="window.open(this.href,'','resizable=no,location=no,menubar=no,scrollbars=no,status=no,toolbar=no,fullscreen=no,dependent=no,status'); return false" href="http://www.spesaduepuntozero.it/">spesaduepuntozero.it</a></p>
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		<title>Guerra in Libia. Quali costi e conseguenze?</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 09:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ross</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[I motivi possibili di un attacco, presentato ancora una volta come umanitario, che minaccia di tradursi in un disastro di lungo periodo, alle porte di una Europa che rischia di pagare un conto elevatissimo. In Libia è partita una guerra, che i governi dell’Occidente e gran parte dei mezzi d’informazione presentano ancora una volta come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.entinoprofit.org/userfiles/libia.jpg" alt="" hspace="5" width="200" height="209" align="left" />I motivi possibili di un attacco, presentato ancora una volta come umanitario, che minaccia di tradursi in un disastro di lungo periodo, alle porte di una Europa che rischia di pagare un conto elevatissimo.<span id="more-77"></span></p>
<p>In Libia è partita una guerra, che i governi dell’Occidente e gran parte dei mezzi d’informazione presentano ancora una volta come umanitaria. Di cosa si tratta realmente? Per comprendere quanto sia credibile tale motivo, è utile partire da un paio di dati storici recenti. Israele alcuni anni fa ha pianificato e attuato in Palestina una operazione che ha denominato con coerenza «piombo fuso». L’esito è stato di qualche migliaio di morti, quasi tutti civili. Ma nessuno ha minacciato una guerra «umanitaria». Nessuno si è guardato bene dal metterla in opera, come nessuno si era esposto a tanto già nella precedente operazione «Pace in Galilea», dagli esiti analoghi. Altro caso istruttivo è quello dello sterminio delle popolazioni cecene pianificato e attuato da circa venti anni dai governi della Russia, prima con Eltsin poi con Putin. Si tratta per certi versi di una guerra infinita, che ha provocato centinaia di migliaia di morti, in massima parte civili. Fino ad oggi nessuno Stato ha invocato però l’avvio di guerre «umanitarie». Nella Libia di Gheddafi tale tipo di azione, in difesa dei diritti delle popolazioni, è stata invece voluta risolutamente dalle nazioni forti dell’Occidente, su input degli Stati Uniti e con la convalida del consiglio di sicurezza dell’ONU. A quali costi, in termini di vite umane?</p>
<p>In Libia è in atto una virulenta repressione di regime, che in un mese ha fatto centinaia di morti, forse qualche migliaio. Ma l’attacco «umanitario» promette di tradursi in una ecatombe, con numeri di vittime di molto superiori. Gli strateghi della Nato e del Pentagono sono troppo avvertiti per non mettere nel conto esiti di questo tipo, trattandosi di disarticolare una forza militare che, allo stato delle cose, non è di poco conto. Non solo. È prevedibile che occorra neutralizzare le reti militari non convenzionali, anche queste non indifferenti, costituite anzitutto dalle unità terroristiche e mercenarie del regime di Gheddafi. E, come testimoniano le casistiche belliche degli ultimi decenni, se si intende centrare quest’ultimo obiettivo, le stragi di civili, dette comunemente «effetti collaterali», tanto più difficilmente saranno evitabili. Nelle prime fasi della guerra preventiva in Iraq, per eliminare cellule del regime deposto, i comandi americani non hanno esitato a pianificare a Baghdad la distruzione di interi isolati in cui risultavano annidate, con l’uccisione di tutti i civili che li abitavano. E, come attestano numerose cronache, tale regola non scritta ha funzionato e vige ancora in Afghanistan.</p>
<p>Le guerre «umanitarie» hanno avuto fino ad oggi un decorso istruttivo. Se ne ricordano due recenti, per certi versi emblematiche: quella in Somalia, nel 1992-93, e quella in Kosovo del 1999. La prima, un po’ per convincimenti strategici errati, un po’ per imperizia dei comandi sul terreno, è degenerata presto in una carneficina «umanitaria» che ha raggiunto l’acme nella battaglia del Checkpoint del 2 luglio 1993, chiusasi, secondo fonti ufficiose, con centinaia di morti civili. Le folle somale, di cui si facevano scudo i miliziani di Aidid e di altre fazioni, hanno saldato poi il conto, con stragi dei «benefattori» occidentali. Infine questi ultimi, resisi conto della palude in cui erano sprofondati, con un nemico che finiva con il combaciare in tutto e per tutto con l’intera popolazione, hanno dovuto uscirsene, lasciando una situazione tragica. Ancora oggi la Somalia, come il Darfur, costituisce una terra di nessuno, in ostaggio ai signori della guerra, ai pirati e alle reti islamiche. La «guerra umanitaria» del Kosovo, condotta dalla Nato, non è stata da meno. È stata scatenata per impedire le stragi etniche di Milosevic, che avevano prodotto alcune centinaia di morti. Si è verificato però un inconveniente. Le stragi di civili compiute dagli alleati atlantici, note appunto come effetti collaterali, hanno superato di gran lunga quei numeri. Sono state fatte stime di decine di migliaia di morti. Non solo. È stato certificato che i medesimi hanno fatto impiego, per fini offensivi, di uranio impoverito, con effetti dannosi sulle popolazioni che insistono ancora oggi. Infine una nota ugualmente tragica. Come ha dovuto riconoscere di recente la stessa Unione Europea, il Kosovo, sottratto con la forza a Milosevic e riconosciuto di recente come paese sovrano, costituisce il primo narco-Stato d’Europa, sotto l’egida di un personale tipicamente criminale. Questo paese, incuneato nel centro esatto del continente, tra Oriente e Occidente, suggerisce altresì norme di comportamento ai paesi contigui, come l’Albania, invasa anch’essa dall’eroina e finita intanto, come altri paesi, alle soglie del default.</p>
<p>Sul terreno, le guerre «umanitarie» presentano in definitiva un saldo negativo. Restano poi un affare complesso, e dai contenuti vaghi. Anche quella del Vietnam, da cui sono scaturiti circa 3 milioni di morti, di cui i due terzi civili, è stata giustificata alla vigilia dello scatenamento come tale. E si è oltre il paradosso. È legittimo allora un interrogativo: escludendo la guerra, si sarebbe potuto adottare altro mezzo per soccorrere le popolazioni colpite dal regime di Gheddafi? Si direbbe di sì. L’Onu avrebbe potuto deliberare, per esempio, una soluzione pacifica e realmente umanitaria, come quella adottata nell’ultimo mezzo secolo in numerosi casi, dal Libano al Ruanda, dalla Bosnia all’Ossezia. Avrebbe potuto sancire, in particolare, l’impiego, per quanto possibile, di una forza d’interposizione tra le parti in conflitto, tale da fare scudo anzitutto sulle popolazioni, propedeutica altresì a un possibile cessate il fuoco. L’inaffidabilità del Raìs è evidentemente un aspetto che non può essere minimizzato. Ma si sarebbe potuto tentare. Un contributo forte sarebbe potuto venire poi dalle regioni interessate. l’Unione Africana, l’organizzazione sovranazionale cui fanno riferimento tutti i paesi africani ad esclusione del Marocco, ha assunto una posizione netta, contraria all’attacco militare degli Usa e di altri paesi forti dell’Occidente. Si candidava in questo modo a intervenire sulla vicenda, in modo autonomo, sul piano diplomatico e non solo. Ma, a dispetto della decolonizzazione, la parola del continente nero non ha contato praticamente nulla.</p>
<p>La decisione bellica era già presa? È quanto sembrano suggerire, tra l’altro, i deficit operativi della vigilia. Dopo la risoluzione dell’Onu sarebbe dovuto ripartire, con perentorietà, il pressing diplomatico dei governi, per indurre il dittatore libico a fare dei passi indietro, se non addirittura a riporre il potere nelle mani del popolo. Ma, saltando a piè pari le prassi più coerenti con il motivo umanitario, è scattato l’attacco dopo poche ore. Cosa ha sollecitato allora gli Stati Uniti, la Francia, l’Inghilterra e altri paesi europei a questa guerra, che si annuncia appunto più sanguinosa di quanto sia stata fino a oggi la repressione di Gheddafi? Il bottino del petrolio e dei gas naturali costituisce un buon movente, per le problematiche energetiche chi investono i paesi più industrializzati. La situazione sembra presentare tuttavia aspetti più compositi. Di primo acchito, la crisi del Maghreb, che ha fatto aumentare di molto il prezzo del greggio, ha generato apprensione nei governi europei che per decenni, in un quadro di stabilità strategica, avevano fatto affari con i regimi di Ben Ali, Mubarak e Gheddafi. Passata però la concitazione delle prime settimane, nei medesimi ambienti sono andate manifestandosi logiche di vario genere, incluse quelle di livello egemonico. I fatti del Nord Africa, da quel che è emerso dalle cronache, non sembrano invece aver colto di sorpresa la Casa Bianca e il Pentagono, che sin da subito hanno mostrato l’intenzione di intervenire sui processi in atto. Ma per quali scopi?</p>
<p>A prescindere da tutto, l’arroccamento degli Stati Uniti in Libia, anche a costi di vite umane elevatissimi, come in Afghanistan e in Iraq, suggerisce un disegno strategico oltre che economico, di controllo dell’area, atto a impedire, verosimilmente, che nei paesi interessati dalla rivolta popolare, dal Maghreb al Medio Oriente, possano prevalere nel medio periodo politiche antiamericane. E tale linea, adottata in tutte le regioni del globo, appare compatibile con le mire degli Stati europei interventisti. La Francia governata da Sarcozy, finita negli ultimi anni zero dietro l’Italia per Prodotto interno lordo, tanto più attirata quindi dalle risorse energetiche del Nord Africa, e non solo, ha motivi per rinegoziare il proprio ruolo di potenza. L’Italia di Berlusconi, come ostentano le testate governative, ritiene che l’adesione al conflitto sia un passo necessario, per poter contare in Europa e far valere il settimo posto tra le potenze industriali del globo. L’Inghilterra di Cameron, che ha registrato nel biennio 2008-2009 un vero e proprio crollo del Pil, da cui non riemergerà facilmente, ha buoni motivi per ampliare i propri interessi economici nel Nord Africa e, soprattutto, in chiave geopolitica, per riprendere quota lungo la regione mediterranea, dopo oltre cinquanta anni dall’umiliazione di Suez. Ma forse, come è accaduto in Iraq e in Afghanistan, tali convitati, pur destinati a vincere in poco tempo la guerra convenzionale, hanno fatto male i conti. La presa di distanza della Germania di Angela Merkel appare al riguardo significativa, come in Italia la dissociazione della Lega di Bossi, che pure partecipa al governo. In definitiva, si vorrebbe stabilizzare l’area sotto l’egida delle potenze occidentali, ma l’esito potrebbe essere quello di un disordine lungo e tragico, alle porte dell’Europa, e, forse, dentro l’Europa.</p>
<p>di Carlo Ruta</p>
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