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UNA CIRCOLARE DELLA MOTORIZZAZIONE SCONGIURA LA LORO DISTRUZIONE.

Il Presidente Nazionale di RIVS Registro Italiano Veicoli Storici, Rossano Nicoletto, comunica.

I DOCUMENTI ORIGINALI DEI VEICOLI STORICI SONO SALVI.
UNA CIRCOLARE DELLA MOTORIZZAZIONE SCONGIURA LA LORO DISTRUZIONE.

La Direzione Generale della Motorizzazione ha emesso una nuova circolare (prot. 14794 del 27/5/2020) con alcune precisazioni in merito al Decreto Legislativo 98/2017 che regola il Documento Unico di Circolazione e Proprietà. Precisazioni che saranno oggetto di organico recepimento nell’aggiornamento delle “schede tematiche”, in occasione del prossimo avvio della terza fase di attuazione graduale della riforma.

Una nota specifica riguarda anche i veicoli di interesse storico e collezionistico, per i quali il RIVS, Registro Italiano Veicoli Storici, aveva sollevato il problema della distruzione dei documenti originali dovuta alle nuove procedure telematiche. Sono state accolte le proposte avanzate dal Presidente RIVS, Rossano Nicoletto, per evitare la perdita di questo importante “documento storico” dei veicoli. In particolare, i libretti di circolazione e i fogli complementari non verranno trattenuti, né distrutti e neppure annullati.

“Siamo grati al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e alla Direzione Generale della Motorizzazione per la grande sensibilità dimostrata nei confronti del motorismo storico”, sottolinea Rossano Nicoletto, presidente del Registro Italiano Veicoli Storici. “Hanno ascoltato le nostre istanze e i nostri suggerimenti per la salvaguardia del patrimonio storico. Siamo sicuri che il dialogo proseguirà anche in futuro nell’ambito di un tavolo di lavoro che vedrà riunite le istituzioni competenti e i Registri Nazionali piú importanti, con il solo obiettivo di tutelare i veicoli storici”.

Al fine di salvaguardare il valore storico e collezionistico dei documenti di circolazione e di proprietà dei veicoli che, in base ai dati presenti negli archivi dei vari Registri, risultano classificati come tali, o che siano stati costruiti o immatricolati per la prima volta almeno trenta anni fa, tutte le operazioni gestite con le nuove procedure e che danno luogo all’emissione del DU (es., trasferimenti di proprietà, reimmatricolazioni, aggiornamenti con rilascio di nuovo documento di circolazione), saranno gestite secondo le seguenti modalità: nel fascicolo digitale deve essere acquisita l’immagine pdf del documento di circolazione originale, al quale non va praticato il taglio dell’angolo superiore destro; il documento originale è restituito al nuovo proprietario senza apposizione di alcun segno (timbro, tagliando autoadesivo o altro) di annullamento; analogamente è restituito, con le stesse modalità, il foglio complementare dopo averlo scansionato e acquisito nel fascicolo senza taglio dell’angolo superiore destro.

Tutto questo é volto a scongiurare la pratica del ricorso alla denuncia di smarrimento degli stessi documenti originali per impedirne la distruzione. Al tempo stesso riteniamo che sia giunta l’ora che il Ministero dei Trasporti valuti positivamente anche le altre proposte presentate da Nicoletto e dagli altri presidenti dei piú importanti Registri Nazionali, in ambito di audizione innanzi alla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati del 27 febbraio 2019 (il recupero dei documenti e delle targhe dell’epoca dell’auto, la revisione agevolata ogni 4 anni, il bollo ridotto a partire dai 20 anni di vetustà, la possibilità di mantenere tutti gli accessori originali dell’epoca senza stravolgere il veicolo, la possibilità di utilizzare pezzi di ricambio non originali nel caso sia impossibile reperirli dalla casa madre o dal mercato, e tutte le altre proposte fatte da Nicoletto).  

“Riteniamo”, continua Nicoletto, “che questo importante risultato possa essere l’inizio di una nuova era, che porti alla modifica dell’ormai tristemente famoso comma 4 dell’articolo 60 del Codice della Strada, e che tale articolo diventi finalmente “democratico” riconoscendo anche il RIVS ed, eventualmente, altri Registri che dimostrino una consistenza territoriale e una “anzianitá” di servizio adeguata (almeno 100 club affiliati, con almeno 50 soci, operativi da almeno 3 anni, in rappresentanza di almeno 10 regioni italiane).” 

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