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Cartelle esattoriali pazze bollo storico

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Gentile governatore Zaia,

abbiamo ricevuto moltissime richieste di aiuto dai nostri soci veneti, ma anche da soci ASI, a dimostrazione che ASI crea i problemi e RIVS li risolve (o almeno ci prova con tutte le armi a sua disposizione). Inoltre l’ente “morale” ASI, che continua ad avere il monopolio delle certificazioni e delle agevolazioni fiscali, nelle regioni che ancora le prevedono (Lombardia, Emilia, Trento e Bolzano), si è recentemente macchiato di un reato infamante:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/07/14/si-ammala-per-le-molestie-licenziata-dopo-le-assenze-lasiTorino06.html
La Regione Veneto ha intenzione di fare qualcosa e di prendere le distanze da questi fatti gravi e da questo ente o continuerà a sostenerlo come fatto fino ad ora?
Ma tornando al nocciolo della questione, purtroppo, com’era facile prevedere, agli appassionati veneti di auto storiche, sono arrivate decine di migliaia di cartelle esattoriali che chiedono di pagare i bolli degli ultimi tre anni riferiti ai veicoli ultraventennali, con tanto di sanzioni e mora.

Diamo atto alla Regione Veneto, che con l’apporto determinante di Zaia e dell’assessore Ciambetti,
si era prodigata nella primavera del 2015 per fare una legge regionale rivoluzionaria che, tra l’altro, oltre che prevedere l’agevolazione fiscale per le ultraventennali, aveva riconosciuto il RIVS come ente certificatore (oltre ai cinque classici registri previsti dall’articolo 60 del CdS, come avevano fatto in precedenza Piemonte e Umbria). Una legge sicuramente all’avanguardia che però, ahinoi, è stata cassata dalla Corte Costituzionale, su ricorso statale, verso la fine del 2016. A quel punto alla Regione rimaneva però un piccolo spazio di manovra per andare incontro agli appassionati veneti: applicare almeno quel piccolo sconto del 10% a disposizione a dimostrazione di un sincero interesse per i problemi dei collezionisti e dell’importante indotto ad essi correlato.

Invece cos’è successo? Nulla! Noi veneti siamo passati quindi, dall’illusione di poter pagare 30 euro come i lombardi, gli emiliani e i trentini, alla triste realtà di dover pagare la tassa di proprietà piena con l’aggiunta, pure, della beffa delle sanzioni e degli interessi di mora. Oltre a quelle già citate, altre quattro regioni si sono dimostrate più attente del Veneto e hanno applicato lo sconto del 10% per i veicoli ultraventennali (Toscana e Lazio, oltre alla Regione Piemonte, che ha riconosciuto il RIVS nel 2010, e la Regione Umbria che ha riconosciuto il RIVS nel 2012).

Ora che è scoppiata questa grana, cosa farà la Regione Veneto per sanare tutte quelle cartelle? Cartelle che sono la naturale conseguenza di una comunicazione errata od omessa da parte della Regione stessa, che ha indotto in errore, involontariamente, moltissimi cittadini proprietari di veicoli ultraventennali.
Non abbiamo ragione di dubitare che abbiate agito in buona fede, sta di fatto che noi veneti ci aspettiamo, soprattutto ora che la Lega è stata ripagata con un risultato elettorale importante, un impegno per risolvere concretamente il problema.

Questo è importante! Non è giusto che per colpa dell’ASI, che aveva messo in piedi un vero e proprio certificatificio industriale, tutti gli altri veneti debbano pagarne le conseguenze.
Governatore, si ricordi di quando da piccolo si sporcava le mani di grasso nell’officina di Giuseppe e difenda gli artigiani veneti in difficoltà, moltissimi dei quali negli ultimi tre anni hanno dovuto chiudere a causa di una legge assurda e iniqua: bastano due righe alla prossima legge di bilancio e il gioco è fatto.
Se le fa piacere potremmo incontrarci con una piccola delegazione di club veneti, nella speranza di poter mettere nero su bianco un impegno da parte della Regione.

Rossano Nicoletto
Presidente Nazionale RIVS
Registro italiano Veicoli Storici

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