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Domani – 13 gennaio 2018 –  si terranno le elezioni del Consiglio Direttivo ASI a seguito della sfiducia incassata dall’Avvocato Loi per i fatti a tutti noti. L’occasione mi è sembrata propizia per rispondere alla lettera aperta inviata da un socio ASI e pubblicata sul numero di Epocauto uscito lo scorso dicembre (trovate il testo completo in calce al mio commento).

Partendo dalla risposta al signor Manfredini, il testo conviene alcune mie considerazioni generali sull’operato dell’ASI e gli auspici su quello che sarà l’operato del nuovo Consiglio. Diciamo che si tratta di previsioni, speranze e suggerimenti inviati agli uomini ASI dal loro “miglior nemico”. 


 

Egregio signor Manfredini,

dal momento che rappresento un registro molto importante, RIVS Registro Italiano Veicoli Storici, e dopo che per anni siamo stati trattati con sufficienza, per usare un eufemismo, dal vostro presidente e da moltissimi presidenti di club, mi sento in dovere di rispondere alla sua lettera pubblica e di fare alcune importanti precisazioni.

L’ASI, che il 13 gennaio celebra il suo congresso in conseguenza della sfiducia quasi unanime espressa nell’ultimo consiglio (solo Alberto Scuro si era salvato), in seguito ai noti fatti di molestie nei confronti di dipendenti che hanno visto condannare il presidente Loi e la stessa ASI (condanna che lei non ha nemmeno il coraggio di nominare poiché evidentemente se ne vergogna, così come del resto molti altri presidenti e soci della medesima associazione).

Direi che la premessa in cui difende Roberto Loi, e quindi sconfessa il giudice nonché le vittime e i testimoni coinvolte nel processo per molestie sessuali, mi sembra alquanto pretestuosa. Ma se lei, senza conoscere le carte del processo, afferma che ne sa più del giudice, mi astengo dal commentare oltre, dato che la cosa si commenta da sola.

A proposito, invece, della sua nostalgia per un’ASI prima maniera, credo siano d’accordo in molti. I tempi di Caproni e Costantino erano sicuramente epici e come tali hanno contrassegnato un pezzo di storia del motorismo storico. I tempi in cui presidente e consiglieri operavano per pura passione senza nessuna contropartita economica, come accade attualmente in moltissimi altri registri nazionali o club di spessore morale diverso. Di sicuro condivido l’affermazione che la stragrande maggioranza dei circa mezzo milione di soci millantato dall’avvocato Loi negli ultimi 15 anni – o forse si riferiva ai veicoli iscritti – siano stati accolti con troppa facilità, per usare un eufemismo. Mezzo milione di iscrizioni e certificazioni, di cui molte fatte al telefono (come dimostrato dal famoso speciale di Report) da impiegati assolutamente inadatti a certificare veri veicoli d’epoca hanno creato un danno di dimensioni impressionanti, non solo per l’ASI, ma per tutto il movimento legato al motorismo storico.

Non sono d’accordo con lei su un punto importante: lei afferma che le vetture certificate ASI vengono contraffatte dopo la certificazione, quando invece è evidente che, soprattutto per quelle fatte al telefono (vedi sempre la trasmissione Report e i moltissimi annunci sui social dove veri catorci millantano certificazione ASI), moltissimi veicoli sono evidentemente difformi dall’originale: la cosa sarebbe facilmente superabile se il veicolo, come suggerisco io da decenni, fosse sottoposto a verifica periodica e non ricevesse un attestato valido vita natural durante.

L’intenzione di depennare i concorsi d’eleganza e ritornare ai concorsi di restauro e conservazione è sicuramente più condivisibile, ma un po’ troppo massimalista e radicale. Io penso che qualsiasi manifestazione faccia il bene del Movimento Storico ma come lei auspico sopratutto eventi e corsi veri e propri dedicati al restauro e alla conservazione, utili soprattutto a tramandare l’arte dei tantissimi artigiani di livello mondiale che il nostro paese conta come, ad esempio, Dino Cognolato di Padova, il Laboratorio Lopane di Milano, o l’officina Tortelli di Modena.

Per quanto riguarda l’organizzazione di gare su suolo pubblico mi permetta di ricordarle che la stessa è attualmente appannaggio di ACI Sport e RIVS (dopo l’accordo firmato con la stessa ACI), mentre ASI è interdetta da tali attività sportive. Sottoscrivo invece la parte finale della lettera, dove auspica un ritorno all’ASI del passato con meno quantità e più qualità senza bisogno che l’ASI stessa torni agli 800 soci degli anni 70 (o forse sì!?). Non il vil denaro deve muovere l’ambizione a guidare un ente morale come ASI, ma la pura passione per i nostri amati veicoli storici.

Mi permetta infine di aggiungere qualcosa alle sue doglianze. Credo che un’attenzione particolare per non far morire la passione andrebbe assegnata ai giovani altrimenti, in un futuro non molto lontano, la passione per le auto e le moto d’epoca si affievolirà sempre più.


 

Lettera aperta ai club federati ASI apparsa sul numero di dicembre 2017 di Epocauto

Quale vecchio socio ASI, tessera 1228, appartengo a questo “mondo”dal 1970, mi permetto di esprimere alcune considerazioni nonché raccomandazioni a quello che sarà it prossimo Consiglio Federale. Premetto che non intendo in alcun mode fare riferimento agli ultimi avvenimenti che hanno interessato l’Avv. Loi, penso a tale proposito che sia un tentativo per spillare soldi, tentativo che mi auguro risulti vano. Ho profonda nostalgia dell’ASI “prima maniera” dei compianti presidenti, il Conte Giovanni Caproni di Taliedo e il Comandante Augusto Costantino, quando la passione vera era la storia dell’auto e della moto.

Non vi erano compensi per i Consiglieri e meno che meno per i Presidenti! Tutto era fatto per passione ed i Soci ancora in numero limitato erano più o meno tutti amici.

Eravamo circa 800 Soci e ci conoscevamo tutti, ora ilt sottoscritto non riesce nemmeno a conoscere i Soci del proprio Club. II numero spropositato di Associati, in maggioranza tali solo per vantaggi economici (vedi esenzione belli o assicurazioni agevolate) e che adoperano tali mezzi per uso quotidiano, crea un vero e proprio lavoro per l’ASI e gli stessi impiegati sono senza cognizione specifica della materia e storia della meccanizzazione in genere.-

Le manifestazioni hanno sempre maggiore importanza per numero dei Partecipanti a discapito della qualità delle auto, a volte vistosamente contraffatte, o modificate dopo aver avuto la certificazione. Preferisco una modesta Fiat 500 originale ad una Ferrari 250 GTO falsa!

Che senso hanno i Concorsi di eleganza per vetture storiche, ne avevano ai tempi d’oro per le auto di produzione ed in particolare per i carrozzieri allora in piena attività. Per le vetture storiche hanno invece senso i Concorsi di Restauro e Conservazione, come furono fatti negli Anni ’70.

Che dire poi delle gare a cronometro con vetture magari anni ’30 con vistose apparecchiature elettroniche? Lasciamole fare all’ACI queste assurde competizioni antistoriche!

Per finite auspico un ritorno all’origine dell’ASI. Non quantità ma qualità! Sia delle auto sia dei Personaggi che ambiscano avere cariche in ASI solo per pure passione… non per vile denaro!

Scusino i Lettori per lo sfogo, ma erano già anni che volevo esternarlo.

Un caro saluto, nella speranza di un ASI migliore

L. Manfredini

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